LA CRONOBIOLOGIA… e i premi Nobel: ovvero i ritmi circadiani e la melatonina

La cronobiologia studia i ritmi biologici di ogni essere vivente.
Qualsiasi funzione biologica di un individuo vivente cambia nell’arco delle 24 ore , presentando un massimo e un minimo. Il sentirsi più in forma al mattino o alla sera nonché in certi momenti della giornata può dipendere sia dai nostri geni che da una serie di eventi biologici molto complessi ormai noti alla Comunità Scientifica Internazionale che hanno valso l’attribuzione del Premio Nobel per la Medicina nel 2017 a tre ricercatori Americani per la scoperta dei meccanismi molecolari che controllano i ritmi circadiani.
Circadiano deriva dal latino circa diem (quasi 24 ore).
Esempi di ritmi circadiani sono l’oscillazione della temperatura corporea, il ritmo sonno-veglia, l’oscillazione della produzione del cortisolo che è molto alto la mattina ed è quello che ci dice “devi svegliarti devi fare colazione”.
Oltre ai ritmi circadiani sono stati identificati e studiati vari ritmi circasettimanali, circamensili, circannuali
Tutte le mattine per svegliarci…..aspettiamo che suoni la sveglia!
Molti ignorano che il nostro organismo dispone di un orologio interno regolato dagli occhi.
Questo orologio è formato da un elevato numero di cellule che prendono il nome di nucleo sovrachiasmatico ed è situato nell’ ipotalamo anteriore sopra il chiasma ottico.
Il nucleo sovrachiasmatico (NSC) è formato da circa 50.000 cellule nervose che si attivano in modo ciclico e sincrono in modo del tutto autonomo.
Gli occhi e il cervello sono strettamente interconnessi e la loro cooperazione è legata alla vista e alla elaborazione delle immagini, essi svolgono insieme un lavoro molto importante: ci aiutano ad avere la percezione del tempo.
Sembra che il Sistema Nervoso Centrale, prenda informazioni sulla durata del giorno dalla retina, le interpreti e le invii alla ghiandola pineale (una struttura delle dimensioni di un pisello situata nella parete posteriore del terzo ventricolo) la quale secerne mediatori chimici come la Pinealina (secreta nelle prime ore della giornata), la 5-Metossitriptamina (secreta nel primo pomeriggio) e soprattutto la Melatonina secreta alla sera dove raggiunge il picco ematico dall’una alle tre di notte, in risposta allo stimolo.
Per molti anni si è pensato ci fosse un unico orologio, in realtà oggi sappiamo che sono diversi e tutti sincronizzati, sparsi nei vari organi: fegato, cuore, muscoli, cistifellea, reni costituendo quello che oggi viene chiamata la “rete degli orologi”.
Il nucleo sovrachiasmatico li guida come un direttore d’orchestra.
L’orologio biologico nucleo sovrachiasmatico controlla il rilascio della melatonina, ormone che funziona come un sonnifero naturale.
Ogni sera ci addormentiamo grazie all’azione di questo ormone, al mattino la luce inibisce il rilascio della melatonina e noi iniziamo a svegliarci.
….E quando questi cicli vengono violati?…..
L’uomo nasce come animale diurno ma dall’800, con l’industrializzazione, anche le ore notturne sono vissute come ore di luce portando ad una alterazione dei ritmi e generando tutta una serie di disturbi studiati dalla cronomedicina.
Come gli orologi anche il nucleo sovrachiasmatico ha bisogno di essere regolato: questo compito spetta agli occhi. Nella retina oltre alle cellule nervose, preposte alla visione, ne esistono che captano la luce e ne misurano la quantità nell’ambiente, distinguendo così il giorno dalla notte.
La luce condiziona l’orario di veglia e di sonno. Coloro che svolgono lavori notturni hanno problemi nella regolazione dell’addormentamento.
La sindrome del jet lag è, ad esempio, un disturbo del ritmo circadiano che si verifica quando l’orologio biologico del corpo perde la sincronia con l’orario e il ciclo luce buio sui quali è regolato ed è abbastanza frequente a chi arriva in un Paese con un altro fuso orario.
L’asse terrestre e inclinato di 23,5°.
Questa inclinazione dà origine alle stagioni e al cosiddetto fotoperiodo, cioè la quantità di luce che le cellule dei nostri occhi percepiscono. La luminosità infatti in estate/primavera è diversa da quella che percepiamo in autunno/inverno. Quindi la ghiandola pineale ha un diverso comportamento nelle varie stagioni e con il passare degli anni.
Descritta da Cartesio già nel 1600 veniva chiamata il “terzo occhio” o il “centro dell’anima”.
Da un punto di vista embrionale, i tessuti che la generano sono gli stessi che generano l’occhio.
La ghiandola pineale, in animali come i pesci, uccelli e rettili, è fotosensibile e quindi è come se fosse un terzo occhio.

Esiste un alto livello di complessità nell’interazione tra il rilascio di questi ormoni e i nostri geni: un ruolo importante all’epigenetica cioèa tutti quegli stimoli ambientali o esterni al nostro organismo.
E’ fondamentale sapere cosa si mangia, quanto si mangia e, soprattutto, quando si mangia: le attività di movimento e di nutrimento devono essere il più possibile spostate verso la parte “alta” della giornata cioè nelle ore di luce.
Mangiare di sera è la cosa peggiore in quanto il nostro fisico di notte non è “tarato” per bruciare ciò che introduce, accumulando tutte le calorie sotto forma di grasso.
Quanto gli astri influenzano la vita degli esseri viventi?
I ritmi circadiani sono influenzati dalla attività fisica e dalla alimentazione
Ecco perché l’orologio circadiano può essere “riprogrammato” variando e correggendo stili nutrizionali sbagliati. Questo è il compito della Cronodieta.
Il gene che sintetizza la melatonina è un gene che si esprime in maniera ciclica ed è sotto l’influenza dei neuropeptidi del nucleo sovrachiasmatico.
Le applicazioni di queste nuove conoscenze sono molteplici ed entusiasmanti: alcuni cronotipi sono, ad esempio, più a rischio in base al loro stile di vita (mangiare di notte o di giorno).
Ma anche la somministrazione dei farmaci fatta nei diversi momenti della giornata trova un suo largo impiego:
sappiamo oggi che alcune patologie acute, come infarto, ictus, hanno dei momenti della giornata nei quali possono essere presenti in percentuale maggiore e quindi momenti a più alto rischio. La somministrazione temporizzata e crono-programmata di alcuni farmaci rende questo rischio valutabile in modo differente.
La luce del giorno “aggiusta” le lancette del nostro orologio interno.
Se vivessimo in una grotta senza la percezione del giorno e della notte, il nostro organismo andrebbe incontro ad un così detto “Shift”, cioè rimarremo sempre “circadiani” in quanto il nostro orologio interno continua a funzionare, ma con una sincronicità del tutto autonoma. Quello che fa la luce è in effetti un riallineamento dei bioritmi.

La Melatonina è una sostanza che si trova sia nel mondo animale che in quello vegetale, è prodotto dall’intestino, dalle piastrine, da alcune ghiandole e dalla retina, ma chi la secerne in quantità maggiore di notte è l’epifisi.La Melatonina comincia ad essere prodotta in età giovanile per poi decrescere con l’avanzare dell’età, sintomo dell’invecchiamento.
Attraverso la Melatonina (e ai diversi ormoni ad essa correlati come la Pinealina e la 5 Metossitriptamina) la ghiandola pineale controlla la nostra crescita, la nostra fertilità, il nostro stato di benessere……la nostra fine.
Nella ghiandola pineale è scritta la nostra programmazione. La durata della vita è legata ad un “programma pinealico”. Noi possiamo solo ritardarlo o viverlo il più in salute possibile.
Possiamo interferire con questo cronoprogramma già scritto nel DNA?
Ad un certo punto della nostra vita la pineale invecchia e manda dei messaggi di stop innescando la “morte programmata” del soggetto.
Mano a mano che cresciamo nella ghiandola pineale si depositano dei sali minerali di calcio e fosfato. Questi sali minerali, rappresentati come concrezioni calcaree nello stroma della ghiandola, sarebbero da considerare come dei “network” capaci di entrare in vibrazione in base a precisi stimoli ambientali.
Somministrando Melatonina bioidentica dall’esterno rispettando i precisi orari di assunzione e di biodisponibilità del prodotto, rallentiamo l’inesorabile invecchiamento per cui la pineale è stata programmata.
Invecchiamo quindi per rispondere ad una legge scritta nei nostri geni
Quali sono quindi le indicazioni della Melatonina?
Sono molteplici:
1) prodotti in commercio per aiutare l’addormentamento, oppure nella sindrome del Jet Lag .
2) diversi studi puntano sul ruolo antitumorale della Melatonina come:
-Attività antimitotica
-Desensibilizzazione dei recettori (ad esempio gli estrogeni legandosi a cellule del seno)
-Miglioramento della risposta immunitaria
-Distruzione dei radicali liberi
-Proprietà anti-angiogenesi
-Miglioramento dei risultati in diversi tumori
-In campo oncologico sono necessari alti dosaggi. (20 – 100 mg/dì)
3) Il ruolo principale della Melatonina bioidentica nella medicina anti-aging è sull’invecchiamento.
Quale è il legame tra Melatonina ed invecchiamento?
La pineale è il “direttore” d’orchestra che controlla con la Melatonina, l’ adenopofisi produttore dei cinque grandi ormoni : TSH, GH, Gonadotropine ACTH e Prolattina
La ghiandola pineale quindi segnala se l’individuo è sano o se sta invecchiando.
L’invecchiamento e la “madre di tutte la malattie”
Se noi non proteggiamo la ghiandola pineale dall’ invecchiamento, il risultato sarà un …….invecchiamento precoce……
Come fare a proteggere la ghiandola pineale dall’ invecchiamento?
Somministrando melatonina bioidentica per bocca: solo assumendo Melatonina si può mantenere giovane la ghiandola pineale.
La Melatonina come Antiaging agisce solo se imita il picco ematico notturno e questo è garantito dagli eccipienti scelti in modo mirato mirato ad ottenere un farmaco in grado di veicolare la Melatonina e assicurare un picco ematico che ricalca esattamente quello che avviene in natura.
Tutta l’orchestra è costituita dall’ipofisi con i suoi cinque ormoni prodotti: il TSH, il GH, la Prolattina, l’ ACTH e le Gonadotropine.
La melatonina bioidentica, assunta per bocca in compresse a rapido rilascio, rallenta l’invecchiamento e previene le malattie. Il concetto è che è importante proteggere la ghiandola pineale dall’usura dovuta alla continua produzione di mediatori chimici.
L’assorbimento deve essere rapido in quanto, fisiologicamente, il picco ematico è dall’1 alle 4 di notte.
Mimiamo l’andamento naturale assumendola verso le 23,00 in formulazioni magistrali coniugate ad Adenosina e Glicina, in un rapporto stechiometrico prestabilito per aumentarne la biodisponibilità.

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2017-11-20T13:32:38+00:00